I  SEZIONE

LEGIONARI

  1. LORICA SEGMENTATA
  2. LORICA MUSCOLARE
  3. LORICA IN CUOIO
  4. CINGOLO
  5. CALIGHE
  6. SCUDO
  7. ELMO VILLANOVIANO
  8. ELMO GRECO-CORINZIO
  9. ELMO MONTEFORTINO
  10. ELMO COOLUS
  11. ELMO COOLUS DA CENTURIONE
  12. ELMO DELLA CAVALLERIA AUSILIARIA TIPO “E”
  13. ELMO DELLA CAVALLERIA AUSILIARIA TIPO “H”
  14. ELMO ATTICO DA UFFICIALE
  15. ELMO IMPERIALE GALLICO TIPO “G” CON CRESTA TRASVERSALE
  16. ELMO IMPERIALE GALLICO TIPO “G” CON CRESTA LONGITUDINALE
  17. ELMO IMPERIALE ITALICO TIPO “D”
  18. ELMO IMPERIALE ITALICO TIPO “H”
  19. LANCIA
  20. PILO
  21. PILO CON MASSA METALLICA
  22. GLADIO ISPANICO
  23. GLADIO TIPO MAGONZA (Mainz)
  24. GLADIO TIPO POMPEI
  25. PUGIONE
  26. PARAZONIO
  27. FALCATA
  28. ASTILE
  29. SCUDO E GLADIO D’ADDESTRAMENTO
  30. ZAINO TATTICO (SARCINA)
  31. ACCIARINO DEL LEGIONARIO
  32. BASTONE DEL COMANDO (VITIS)
  33. FALERE
  34. PIASTRA DA VELITE
  35. EQUIPAGGIAMENTO DEGLI ARCIERI
  36. FROMBOLA
  37. BALESTRA A MANO
  38. AQUILA
  39. VESSILLO DELLA LEGIONE
  40. INSEGNA DELLA COORTE
  41. IMMAGINE DELL’ IMPERATORE
  42. PARMA
  43. PULVERULENTUS

LA LEGIONE ROMANA

 

1 – STORIA E COSTITUZIONE

Durante tutta la storia di Roma, la legione formò la grande  unità tattica dell’ esercito romano, strumento fondamentale della grandezza dell’ Urbe e del suo Impero.

La parola  “legio” (legione) deriva da “legere” (raccogliere insieme, scegliere) e significa anche leva.  Ciò fa ritenere che in principio la legione corrispondeva alla leva totale e cioè costituiva l’ intero esercito.

1.1. ETA’ REGIA (753 – 509 a.C.)

La tradizione vuole che Romolo nel 753 a.C. fondò Roma e costituì un esercito di 3000 fanti e 300 cavalieri, ordinati in un’ unica legione.  Ciascuna  delle  tre  tribù,  che allora formavano il popolo originario romano,  Ramnes,  Titienses  e Luceres, forniva 1000 fanti e 100 cavalieri. Scarsissime notizie si hanno su questo esercito primitivo.

Sembra accertato che una prima regolamentazione della legione sia stata effettuata nel VI sec. a.C. da Servio Tullio. La legione aveva come base la centuria (cento uomini), comandata da un centurione. L’ equipaggiamento e le armi erano a carico dei cittadini che partecipavano alle battaglie e solo i più ricchi (patrizi, ricchi commercianti) potevano permettersi un buon armamento ed una cavalcatura.  I meno abbienti potevano partecipare come  “ausiliari tecnici” (fabbri, muratori, falegnami ecc.). La posizione nello schieramento e l’ armamento dei soldati erano stabiliti in base al censo di appartenenza.

Lo schieramento in battaglia era a falange,  come quella degli opliti greci;  cioè i legionari rimanevano  tutti vicini e uniti spalla a spalla ed avanzavano compatti verso il nemico.  Erano armati fondamentalmente di una lancia,  usata per sferrare colpi direttamente e non per essere lanciata.

I fanti di ciascun contingente (1000 uomini) erano sotto il comando di un  tribunus militum; i cavalieri avevano come comandante un tribunus celerum.

1.2. PRIMO PERIODO REPUBBLICANO (509 -107 a.C.)

Nel IV sec. a.C., durante le guerre sannitiche, i Romani, dovendo combattere su territori più vasti e montagnosi, accrebbero l’ esercito e resero la legione più manovrabile con l’ introduzione del manipolo, sotto-unità tattica organica composta da due centurie (ma queste in genere con un numero di fanti inferiore a 100).  Furono costituite 4 legioni, affidate 2 a ciascun console.  In battaglia i manipoli erano disposti su tre linee, selezionate per età e non più per censo: la prima di “hastati ” (astati), i soldati più giovani, armati di asta (arma di urto e non da lancio), che dovevano investire per primi il nemico;  la seconda di “principes” (principi), legionari di media età nel loro maggior vigore fisico, armati di pilo e gladio,  che intervenivano dopo il primo attacco degli astati;

la terza di “triarii ” (triari), veterani di provato valore che costituivano la riserva che interveniva al momento opportuno.   Davanti alla legione e tra i manipoli manovravano i “velites ” (veliti), soldati con armamento leggero (fionde, archi), con il compito di tenere impegnati i nemici e mettere scompiglio tra le loro file.

Fu proprio  l’ ordinamento della legione in manipoli  che consentì ai Romani di sconfiggere le temutissime, ma poco manovrabili, falangi greche.

La legione tipica descritta dallo storico Polibio (II sec. a.C.) comprendeva 30 manipoli (10 di astati,  ognuno  di 120 fanti; 10 di principi, ognuno di 120 fanti; 10 di triari, ognuno di 60 fanti) per un totale di 3000 uomini.

A questi si aggiungevano 1200 veliti.  Inoltre ad ogni legione erano aggregate  10 “turmae ” (squadroni di cavalleria), per un totale di 120 – 300 cavalieri.

Durante la guerra con Annibale e successivamente, data la molteplicità dei fronti di combattimento, oltre alle 4 legioni affidate ai consoli, ne furono costituite altre, sotto il comando di tribuni militari.

1.3. FINE REPUBBLICA – LA RIFORMA DI MARIO (107 – 27 a.C.)

Dopo le guerre puniche l’ esercito romano entrò in crisi. Con la grande espansione del territorio assoggettato a Roma cambiava il tipo di guerra: non più brevi lotte sul territorio italico, ma vere e proprie campagne oltremare e in terre straniere lontane con il conseguente protrarsi degli anni di combattimento. I soldati, chiamati alle armi solo in caso di guerra, finita questa, tornavano al loro abituale lavoro, ma molti si ritrovavano disoccupati e ridotti in miseria. Così il console Mario, eletto nel 107 a.C., riformò radicalmente l’ esercito. Lasciando da parte il concetto di ricchezza, aprì le legioni a tutti i cittadini romani senza riserve, contribuendo a risolvere il problema dei proletari nullatenenti e disoccupati, dando loro i mezzi di sostentamento per vivere. I soldati rimanevano in servizio per un periodo prestabilito (25 anni), ricevevano dallo stato l’ armatura e percepivano uno stipendio. Trascorsi gli anni di servizio, all’ atto del congedo, il legionario poteva scegliere tra un premio in denaro o un pezzo di terra che gli consentisse di vivere dignitosamente per il resto della sua vita. Nacque così un esercito di volontari professionisti.

Inoltre nel condurre le campagne di guerra su vasti territori, già durante le guerre puniche, si sentì l’ esigenza di disporre di una unità tattica intermedia tra la legione ed il manipolo, cioè più manovrabile della legione ma più solida del manipolo e così Mario giunse all’ ordinamento in “cohortes” (coorti), ciascuna costituita di 3 manipoli. La legione tipica era composta da 10 coorti, ciascuna di 480 uomini (3 manipoli, ciascuno di due centurie e ciascuna centuria di 80 uomini).  Faceva eccezione la prima coorte, la più importante che comprendeva 5 manipoli per un totale di 800 fanti). La legione tipica aveva dunque un effettivo di 5120 fanti; ma nel tempo e da legione a legione si ebbero varianti in meno fino a 4000 circa  ed in più fino a 6200 circa.

Fu abolita la suddivisione dei legionari in astati, principi e triari e scomparve la fanteria leggera (velites). Agli squadroni di cavalleria (”turmae”), aggregati alla legione, furono affidati soprattutto compiti di ricognizione.

1.4. ETA’ IMPERIALE (27 a.C. – 476 d.C.)

In età imperiale le legioni mantennero lo stesso ordinamento in coorti, manipoli e centurie, ma il loro numero aumentò in funzione dei territori da controllare. Augusto organizzò un esercito permanente di 25 legioni, che dislocò nelle province non pacificate o di frontiera a difesa dei confini. Aprì la legione ai provinciali, che per il fatto stesso del reclutamento acquistavano il diritto alla cittadinanza romana.

Cesare, già sul finire della repubblica, cominciò a dare alle legioni un comandante permanente affidandole ad uno dei suoi legati o al questore.

Questa istituzione divenne stabile con Augusto: il titolo del comandante fu “legatus legionis”, con funzioni prettamente militari; talora però fu anche governatore della provincia. La durata della carica era da 3 a 4 anni. Sotto il legatus erano: il “tribunus laticlavius”(comandante in seconda) di rango senatorio; il “praefectus castrorum” (comandante in terza), che presiedeva al servizio del campo; 5 “tribuni angusticlavii ”, di rango equestre.

Alla morte di Augusto le 25 legioni erano così dislocate: 8 sul Reno, 2 in Dalmazia, 2 nella Mesia, 3 nella Pannonia, 4 nella Siria, 2 in Egitto, 1 in Africa e 3 nella Spagna. Con Domiziano cominciò lo spostamento delle legioni dal Reno al Danubio a difesa contro i barbari. Il numero delle legioni variò notevolmente nelle diverse epoche: alla morte di Traiano (nel 117) erano 30; con l‘ estendersi dell’ impero il numero aumentò fino a 75 all‘ inizio del V sec., ma con riduzione degli effettivi.

Poi nel corso del V sec. l’ esercito romano si andò dissolvendo e finì anche la legione.

2 – GERARCHIA MILITARE

2.1 IMPERATORE

Il capo supremo dell’ esercito romano, in epoca imperiale, era l’ IMPERATORE, che spesso era presente sui campi di battaglia. Lui era considerato il trionfatore di ogni battaglia, anche se assente sul terreno delle operazioni; in questo caso egli operava attraverso il suo carisma. Come riporta lo storico Dione Cassio, il sovrano aveva il diritto di arruolare le legioni, di riscuotere tributi, di intraprendere la guerra e di concludere la pace, di comandare sempre e dovunque i soldati. L’ imperatore, per le questioni militari, si serviva del prefetto del pretorio, che svolgeva allo stesso tempo il ruolo di Primo Ministro e Ministro della Guerra.

 

2.2 UFFICIALI SUPERIORI

Il comando di una legione era assicurato dal LEGATUS LEGIONIS, generalmente di rango senatorio, che operava in nome dell’ Imperatore e rimaneva in carica in genere per due o tre anni. Il legato era coadiuvato da 6 TRIBUNI (Ufficiali Superiori). Il giovane tribuno, nobile romano di famiglia senatoria, strettamente legato al comandante della legione e che durava in carica per due o tre anni per fare esperienza, era chiamato TRIBUNUS LATICLAVIUS (così chiamato dalla larga fascia di porpora, il clavus, che ornava la sua toga) ed aveva le funzioni di Vice Comandante della legione. Gli altri 5 tribuni, di rango inferiore in genere equestre, erano chiamati TRIBUNI ANGUSTICLAVII, per la stretta fascia di porpora cucita sulla loro toga. Ciascuno di questi aveva funzioni di comando sia nel settore operativo che in quello amministrativo su due coorti. In periodo di pace presiedevano alle esercitazioni, vigilavano sulla sicurezza delle porte del campo, sugli approvvigionamenti, sul funzionamento degli ospedali e amministravano la giustizia.

La cavalleria era comandata probabilmente da un TRIBUNUS SEXMENTRIS, di rango equestre, in carica per sei mesi.

Ogni legione aveva inoltre i prefetti (PRAEFECTI), Ufficiali Superiori con compiti amministrativi e logistici di vario genere, quali: la gestione dell’ accampamento (PRAEFECTUS CASTRORUM) ; il controllo delle scorte (PRAEFECTUS ANNONAE); la gestione delle costruzioni e lavori artigianali (PRAEFECTUS FABRORUM); la gestione delle comunicazioni ed il comando di reparti alleati ausiliari (PRAEFECTUS COHORTIS); il comando di ali di cavalleria (PRAEFECTUS ALAE).

Tra i prefetti il vero militare era il Praefectus Castrorum, comandante in terza della legione, cioè assumeva il comando in assenza sia del legato che del tribuno anziano. Questo ufficiale si occupava soprattutto delle opere di difesa; di consequenza, durante le spedizioni, gli veniva affidata la conduzione degli assedi; egli sceglieva l’ ubicazione degli accampamenti e ne assicurava la costruzione; durante le marce sorvegliava i carriaggi e, durante i combattimenti, comandava l’ artiglieria.

2.3 CENTURIONI

Sotto gli Ufficiali Superiori sopra menzionati erano i CENTURIONI, che comandavano le centurie. Erano militari di carriera (al contrario degli Ufficiali Superiori che restavano in carica per un periodo limitato), paragonabili agli Ufficiali Inferiori o ai Sottufficiali dei nostri giorni. Erano responsabili della disciplina e dell’ addestramento e guidavano i propri soldati in battaglia. Essendo le centurie a loro volta unite due a due per formare i manipoli, un manipolo aveva due centurioni, di cui uno PRIOR (quello che comandava la centuria di destra) aveva il comando del manipolo stesso, l’ altro POSTERIOR (quello che comandava la centuria di sinistra) era scelto dal prior ed era suo subordinato.

Ai Centurioni erano attribuiti i seguenti titoli, in ordine di importanza e dignità:

  • PRIMUS PILUS. Era il centurione più anziano di tutta la legione. Comandava il primo manipolo della prima coorte ed era ammesso, unico centurione, nel Consiglio di Comando.
  • PILUS PRIOR. Comandava la I centuria di ogni coorte, esclusa la prima coorte
  • PILUS POSTERIOR. Comandava la II centuria di ogni coorte, esclusa la prima coorte
  • PRINCEPS PRIOR. Comandava la III centuria di ogni coorte
  • PRINCEPS POSTERIOR. Comandava la IV centuria di ogni coorte
  • HASTATUS PRIOR. Comandava la V centuria di ogni coorte
  • HASTATUS POSTERIOR. Comandava la VI centuria di ogni coorte.

I centurioni della prima coorte erano tutti e cinque di rango superiore e detti Primi Ordinis.

L’ OPTIO era l’ aiutante del centurione, da questi scelto, e il comandante in seconda della centuria. Era responsabile delle consegne, comandava gli appelli e presentava la centuria. Schierato in fondo alla formazione, con l’ hastile, lungo bastone dotato di una sfera metallica ad una estremità, colpiva chi rompeva la formazione.

2.4 TRUPPA

Tra gli uomini di truppa non risulta che esistessero gerarchie; ma sicuramente c’era una sorprendente diversità di titoli e di funzioni, un’ alta tecnica ed una spinta specializzazione.

Tra i principali vi erano:

  • l’ AQUILIFER, portava l’ Aquila;
  • il VEXILLIFER, portava il Vessillo della Legione;
  • l’ IMAGINIFER, portava l’ Immagine dell’ Imperatore;
  • il SIGNIFER, portava l’ insegna di una sottounità tattica (coorte, manipolo o centuria);
  • il TESSERARIUS, incaricato di portare ai legionari gli ordini scritti sulla tessera;
  • i DECANI, coordinavano gli 8 uomini di un contubernium
  • i FABRI, costruttori, artigiani;
  • i CAMPIGENI, combattevano in testa alla legione, suscitando nel campo la disciplina e il valore;
  • i METATORES, precedevano l’ esercito per tracciare i confini del campo;
  • i MENSORES, misuravano lo spazio destinato ad alzarvi la tenda;
  • i LIBRARII, registravano tutti i dettagli che riguardavano la legione;
  • i TUBICINES, i CORNICINES, i BUCCINATORES, suonatori rispettivamente di tuba, di corno, di buccina;
  • i BENEFICIARII, ricevevano una missione, un “beneficio” da un tribuno o da un prefetto, di cui divenivano assistenti.