SCUDO

006 SCUDO

Lo scudo, armatura protettiva dei soldati romani, attraverso i secoli, subì diversi adattamenti relativi alle evoluzioni delle armi offensive degli avversari. Così furono impiegati scudi rotondi, ovali; ma, dopo la riforma di Mario, fu quello rettangolare a caratterizzare l’ esercito romano. Era in legno, ricoperto prima in tela e poi in cuoio, lievemente cilindrico, studiato per essere leggero e resistente. La sua forma allungata proteggeva quasi tutto il corpo del soldato e consentiva ai legionari di camminare in formazione molto serrata e chiusa. Disponendosi l’ uno accanto all’ altro potevano  formare schieramenti difensivi impenetrabili (su una linea, a cerchio, a testuggine ecc.). Questi scudi erano particolarmente adatti come difesa per avvicinarsi alle mura di una città assediata. Al centro dello scudo era applicata una piastra metallica in rilievo, detta umbone, per aumentare la capacità protettiva e per colpire con essa i nemici nello scontro in mischia. Spesso i legionari durante i combattimenti, per intimorire l’ avversario con il fragoroso rumore, battevano gli scudi l’ uno contro l’ altro o li percuotevano con i gladi. Nel corso della notte  potevano usare questo sistema per impedire che il nemico dormisse.

PARMA

042 PARMA

Il parma era uno scudo rotondo usato inizialmente dalla fanteria leggera (velites) e poi dalla cavalleria e dalla fanteria ausiliaria. Nelle legioni era caratteristico del signifer, il portatore di insegna. I legionari preferivano lo scudo rettangolare (scutum).

In genere il suo diametro era inferiore al metro. I più piccoli erano detti parmulae (parmula è il diminutivo di parma).