SCORPIVS

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Il nono mese dell’anno Romuleo Novembre il 12 del 55D.C. in un paesino limitrofo alla città di Matala nella provincia Cretese nasce il nostro Chilone da una umile famiglia di pescatori. Il giovane forte dell’esperienza paterna si distinse subito come abile pescatore .Appena diciassettenne ebbe l’onere di far fronte ai bisogni familiari visto che il papà malato e sofferente non era più in grado di uscire in mare. Il giovane Chilone a differenza dei suoi coetanei aveva come peculiarità una forte fisicità determinata dal duro lavoro di pescatore, una spiccata simpatia ed un intrigante modo di approcciare con il prossimo fatto di sguardi gioiosi o cupi,colore del mare,che lo consacrarono come meta di molte puelle.Un giorno,a posteriori di una forte burrasca,ne seguì una naturale bonaccia che indusse Chilone ad uscire in mare con la speranza di un fruttuoso pescato.

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Arrivato al largo della costa notò però tracce di relitti,barili,assi di legno, alberi con drappi di vela appesi,sicuramente i resti di un naufragio. Successivamente udì flebili lamenti e subito ne individuò la provenienza. Senza alcun indugio lanciò la sua rete a tramaglio ed agganciò un tronco che tratto sotto bordo gli consentì di trarre in salvo un anziano ed una splendida fanciulla. Rifocillati a bordo con stupore capì di aver salvato la vita ad un nobile romano,visto le vesti indossate e l’anello senatoriale al dito di questo tale. Caio Sempronio senatore di Roma e sua figlia Giulia Flavia Domitilla. Una volta a terra il Senatore per dimostrare gratitudine a lui ed alla sua famiglia lo convinse a seguirlo a Roma quale personale servitore, garantendo un importante vitalizio alla famiglia stessa .Nei successivi trascorsi l’attenzione della giovane Giulia verso il ragazzo si fece sempre più insistente sino a dichiarargli amore sincero. Di ciò ne venne a conoscenza il senatore sempronio che scatenò la sua furia verso Chilone con una condanna a morte per l’affronto fatto, ma la ragazza pregando l’anziano padre gli ricordò che erano vivi grazie a Chilone ,convincendolo non farlo uccidere ma a relegarlo in una ergastula sotterraneo sostentandolo con solo acqua quotidiana. Chilone pur di non morire di fame fu costretto a nutrirsi di vermi,insetti,scarafaggi e piccoli scorpioni sin quando uno di questi,di grosse dimensioni, lo punse rendendolo in fin di vita. Giulia, che non aveva mai perso i contatti, ricevette da un carceriere tale notizia e pregando ancora una volta il padre ne ottenne la scarcerazione. “Chilone era morente”. Lei si dedicò giorno e notte a quel ragazzo aspettando l’inevitabile epilogo. Ma evidentemente i piccoli scorpioni ingeriti per mesi con il loro limitato quantitativo di veleno costituirono in lui una sorta di antidoto che gli permise di sopravvivere. Sempronio saputo ciò non lo uccise ma decise de regalarlo quale schiavo ad un lanista che ben felice lo inserì nella realtà gladiatoria.

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Nacque così “SCORPIVS” il reziario. Già abile con la rete, imparò ben presto l’uso del micidiale tridente. Dieci ,venti,trenta combattimenti finirono vittoriosi con il suo pugio,diventando una realtà nella realtà gladiatoria. Ma purtroppo ancora una volta fu tradito dal suo modo di porsi  con le donne. La moglie del lanista si invaghì di lui sino a trascinarlo in una tresca che ben presto venne scoperta dal marito il quale, a sua volta, condannò Scorpivs ad un ultimo combattimento senza armi, con il solo uso di gambe e braccia contro due amici gladiatori, abilissimi dimacaeri. In pochi minuti i due, con le loro doppie spade, provocarono devastanti ferite allo sventurato sino alla totale amputazione degli arti superiori ed inferiori.

Rimasto tronco d’uomo agonizzante esalò l’ultimo respiro per mano di un tremendo colpo infertogli dal caronte.

Roma addì 15 dell’ottavo mese dell’anno Romuleo 87 d.C: