Presepe vivente

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Il 4, 5 e 6 gennaio scorso, per il decimo anno consecutivo, negli spazi del Gruppo Storico Romano è stato rappresentato il Presepe vivente.
Un presepe anomalo, che non ricalca lo stereotipo rinascimentale/napoletano del presepe tradizionale, ma propone un villaggio giudaico di 2.000 anni fa, con di botteghe, artigiani, militari, viandanti e locande, cosi come si presentavano nel periodo in cui è nato Gesù, al quale è stata riservata una stalla per rappresentare l’iconografia cattolica del presepe. Quest’ anno grande successo hanno riscosso il pescivendolo, il formaio ed il macellaio.

Molte le finalità del presepe del Gruppo Storico Romano: storico, ricreare le ambientazioni della Giudea di duemila anni fa (l’attuale Palestina); culturale, rappresentare e illustrare i mestieri e gli oggetti dell’epoca; religioso, riproponendo il messaggio di pace irradiato, al mondo intero, dalla grotta di Betlemme; ludico-didattico, offrendo al pubblico in età scolare la possibilità di cimentarsi in laboratori didattici; e non ultimo il fine sociale, creando aggregazione tra la gente.

In questa edizione le giornate di apertura del presepe sono state allietate dalla partecipazione del Coro Polifonico San Giorgio di Acilia, che ha cantato a cappella per tutta la durata della manifestazione aggiungendo una nota di calore artistico non indifferente.

Come al solito la visita al Presepe vivente si è chiusa con la visita al museo del Gruppo Storico Romano, dove a tutti gli ospiti sono stati accolti ed hanno potuto toccare con mano le ricostruzioni di elmi, gladi, scudi ed oggetti della vita quotidiana e militare dell’antica Roma.

 

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