LARARIO

070 LARARIO

Era il sacrario domestico della casa romana, destinato al culto dei Lares, divinità identificate con le anime dei defunti, che proteggevano la casa. Consisteva per lo più in un tempietto, posto in una nicchia di una parete o accanto al focolare, adornato con dipinti e statuette rappresentanti i Lari e con offerte votive. Il larario veniva aperto in occasione di feste familiari, per far partecipare questi spiriti benigni alle gioie dei vivi.

 PALLADIO

071 PALLADIO

Secondo la mitologia greca, il Palladio era il simulacro ligneo della dea Atena, che Zeus donò a Ilo, il fondatore di Troia, facendolo cadere dal cielo davanti a lui. Era conservato in un grande tempio appositamente costruito, perché vegliasse sulla città. Per i Troiani era il simbolo del favore degli dei: “fin quando esso fosse rimasto al suo posto i Greci non sarebbero riusciti ad espugnare Troia”. Per questo motivo Ulisse e Diomede riuscirono con l’ astuzia a rapirlo. Dopo la distruzione di Troia, Diomede consegnò il Palladio ad Enea, che lo portò in Italia e lo tramandò alle generazioni della sua stirpe fino a Roma. Qui fu conservato nel tempio di Vesta e venerato anche dai Romani come simbolo della protezione degli dei.

LUCERNA

072 LUCERNA

La lucerna, insieme alla torcia ed alla candela, può essere considerata il principale strumento d’ illuminazione dell’ antichità. Era realizzata in pietra, in vetro, in metallo; ma la più diffusa fu certamente quella in terracotta. Oltre alla funzione domestica, aveva anche un uso beneaugurate, religioso, votivo e soprattutto funerario. Come combustibile è noto l’ olio d’ oliva; ma è presumibile l’ impiego di altri oli, come quello di noce, di sesamo, di ricino, di pesce, di grassi animali o di oli minerali. Lo stoppino era costituito da materiali fibrosi intrecciati, che assorbivano il combustibile e lo conducevano alla fiamma che lo bruciava.