L’aspirante doveva rispettare determinati requisiti, fisici e morali, per essere accettato nella guardia pretoriana. Egli doveva essere idoneo fisicamente, doveva godere di buona reputazione e provenire da una famiglia rispettabile. Poteva inoltre usare eventuali patrocini, ossia lettere di raccomandazione, da quante più persone importanti conoscesse.
Il candidato veniva esaminato (probatio o inquisitio) da una commissione passata la quale diveniva probatus, dopodiché veniva assegnato come miles ad una delle centurie di una coorte. Passati alcuni anni, messosi in evidenza con i suoi ufficiali per meriti o carisma, egli poteva ottenere una promozione ad immunis, magari come impiegato o tecnico del quartiere generale, che lo avrebbe liberato dalle normali fatiche spettanti ai miles. Dopo alcuni altri anni di servizio poteva aspirare ad avanzare al grado di principalis, al quale spettava una paga doppia, per passare poi ad incarichi quali tesserarius(colui che gestiva le parole d’ordine), optio(sostituto del centurione) o signifer(portatore di stendardo); oppure se altamente istruito, sia in matematica che in letteratura, egli poteva aspirare ad entrare a far parte dello staff del Prefetto.
Solo un piccolo numero di soldati poteva aspirare a raggiungere il grado di principalis, ma quelli che lo raggiungevano, al termine del loro servizio, venivano designati  evocati Augusti direttamente dall’imperatore. Questa designazione li abilitava ad inserirsi in posizioni  amministrative, tecniche od organizzative a Roma o addirittura ad aspirare al centurionato nella legione, così da poter estendere la propria carriera. In alternativa alcuniprincipalis, prima della fine del loro servizio, potevano avanzare al grado di centurione della Guardia Pretoriana.

(Fonti “Le Coorti Pretorie” di A. Passerini e “Le Cohors Pretoriennes” di M. Durry)