BAMBOLA

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Anche nell’ antica Roma la bambola era uno dei balocchi preferito dalle fanciulle. Le bambole in genere erano costruite articolate, con visi ben curati, gli occhi truccati, le labbra dipinte di rosso. Per il concetto educativo che avevano i balocchi di offrire insegnamento, alcune bambole riproduce-vano fattezze di divinità femminili. I giocattoli dell’ infanzia erano donati dalle fanciulle ai Lari o a Venere, dopo la cerimonia nuziale. La più famosa bambola pervenutaci è quella ritrovata nel 1889 a Roma nella tomba, del II sec., di Crepereia Tryphaena, una fanciulla morta prima di sposarsi, che ispirò a G. Pascoli un poemetto in latino.

 CUNA

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Era il giaciglio, la culla per neonati. Poteva essere in legno (come questo esemplare), in vimini o in metallo. Spesso era costruita in modo da poter essere fatta oscillare lateralmente.

Le alte sponde consentivano di porre veli per riparare il bambino dalla luce troppo intensa o per difenderlo dagli insetti molesti.

La cuna spesso era anche trasportabile, mediante piccole ruote.

 BULLA

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La bulla era il pendaglio, che veniva appeso al collo del bambino l’ ottavo o nono giorno dopo la nascita (dies lustricus), giorno nel quale il neonato, similmente al battesimo cristiano, veniva purificato con il sacrificio lustrale (lustratio) e riceveva il nome. I maschi la portavano fino alla pubertà (17 anni) e le femmine sino alle nozze. Nelle famiglie benestanti la bulla era in lamina d’ oro, rotonda o a forma di cuore; in quelle meno abbienti ci si accontentava di una riproduzione in cuoio.