Idi di marzo – 15 marzo 2014

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Tu quoqe Brute fili mi!”. Queste furono secondo gli storici le ultime parole pronunciate da Gaio Giulio Cesare, verso il suo figlio adottivo Bruto, prima di morire, colpito da 23 pugnalate, presso la Curia di Pompeo.

Sabato 15 marzo alle ore 11 il Gruppo Storico Romano ha rievocato gli ultimi atti di vita del grande Giulio Cesare presso Largo di torre Argentina (Roma) proprio nell’area dove avvenne il fatto.

Il folto pubblico accorso formato da turisti e romani, che è andato a comporre una bellissima cornice allo spettacolo,  e i soci del Gruppo Storico Romano, con la loro solita passione e dedizione, hanno reso la mattinata magnifica ed intensa.

La manifestazione, frutto di un’attenta ricostruzione filologica, realizzata con la supervisione della Sovrintendenza Capitolina e il Dipartimento di Scienze storiche, filosofiche-sociali, dei beni culturali e del territorio dell’Università di Roma “Tor Vergata”, è stata incentrata su tre scene.

La prima scena, introdotta con accenni storici dei fatti che portarono a tale evento, è stata incentrata sulla tempestosa seduta del Senato, tenutasi nel gennaio del 49 a.C., nella quale Cesare venne dichiarato nemico pubblico di Roma qualora non avesse sciolto le sue legioni prima di tornare a Roma.

Nella seconda parte, sicuramente quella più significativa, è stato riproposto l’arrivo di Giulio Cesare in Senato quella fatidica mattina delle Idi di Marzo del 44 a.C. Suggestivo è stato l’incontro del Dictator con l’aruspice Spurinna, il quale lo aveva avvisato con la famosa frase: “Cesare, guardati dalle Idi di Marzo”, così come drammatica e piena di pathos è stata la scena del momento in cui scatta la congiura. Dal segnale dato da Cimbro, alla prima pugnalata scagliata da Casca, per finire con l’ultimo colpo, forse quello fatale, inflitto dal suo figlio adottivo poco dopo avergli detto la famosa frase: “Anche tu Bruto, figlio mio!”.

La rappresentazione si è conclusa con la famosa orazione di Marco Antonio durante il funerale di Gaio Giulio Cesare ripresa poi dal famoso drammaturgo Shakespeare, nella sua opera 1650 anni dopo.

Al termine della rievocazione, contrariamente a quanto si faceva allora quando, per onorare il grande scomparso, si bruciava incenso, secondo un costume più recente, riservato ai grandi della patria caduti, il Gruppo Storico Romano ha deposto una corona d’alloro sul luogo dell’uccisione.

La regia dell’evento è stata coordinata e supervisionata dall’associazione culturale “Imprenditori di Sogni”, nelle persone di Claudia Natali e Yuti Napoli.

Per finire il Gruppo Storico Romano vuole ringraziare coloro i quali hanno permesso la realizzazione dell’evento: Roma Capitale, la Sovrintendenza Capitolina, nella persona della Dott.ssa Marina Mattei, l’Università di Roma Tor Vergata, nella persona del Prof. Mariano Malavolta e l’Azienda Tessile Romana, nella persona di Marco Lepre.

Fotogallery Vincenzo Ricciarello

Notizia dell’evento sul sito di Roma Capitale

Idi-di-Marzo-Roma-Capitale

Pagina ed immagini da La Repubblica.it sezione Roma (clicca per vedere)

Idi-di-Marzo-Repubblica-01

Articolo del Corriere della Sera

Corriere

Articolo su Il Tempo

IlTempo

Video realizzato da AFP visualizzabile su vari siti web (clicca).

Una risposta

  1. danzantica ha detto:

    la rievocazione sarebbe stata perfetta se avesse avuto come scenario i meravigliosi resti storici delle colonne del foro.
    Comunque l’evento e’ stato rappresentato in modo realistico ed emozionante.
    Congratulazioni vivissime

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