RITI ANTROPOLOGIA

FORTUNA MULIEBRIS

La rievocazione fa riferimento all’episodio storico-leggendario, narrato da Tito Livio nel II libro de “Ab Urbe Condita”, relativo all’origine del culto della Fortuna delle donne come conseguenza di un’azione eroica di un gruppo di matrone.

La vicenda ebbe luogo nel V. sec. a. C., quando Coriolano marciò verso Roma a capo dei Volsci.

L’inevitabile conflitto fu scongiurato da Veturia, madre di Coriolano, che, accompagnata dalla nuora, dai nipoti e da un folto gruppo di matrone romane, raggiunse l’accampamento del figlio per farlo desistere.

 

Coriolano, persuaso dalle parole della madre, tolse l’accampamento e ritirò le truppe.

 

IEIUNIUM CERERIS ET CEREALIA  

Il rito fa riferimento a due episodi, descritti da Ovidio e Livio, legati al culto di Cerere- Demetra, antichissima dea delle messi che, secondo la tradizione, avrebbe introdotto la coltivazione del grano in Sicilia.

Il primo è il digiuno di Cerere, istituito nel 191 a.C. dai decemviri a espiazione di sinistri prodigi.

Il secondo, le feste dei Cerealia, che avevano luogo dal 12 al 19 Aprile in Roma, dove la dea aveva un tempio sull’Aventino, dedicato da Spurio Cassio nel 493 a.C. e che divenne centro religioso e politico della plebe.

 

NONAE CAPROTINAE – CAPROTINIA

La ricostruzione fa riferimento all’episodio storico-leggendario narrato, tra gli altri, da Plutarco, Macrobio e Varrone, relativo all’istituzione dei Caprotinia, ancillarum feriae, festività in onore di Giunone Caprotina che avevano luogo il 7 di luglio, in ricordo del ruolo giocato da un gruppo di schiave nella vittoria dei Romani cinti d’assedio dai Latini guidati da Livio Postumio.

 

 

 

 

MUNDUS PATET

La ricostruzione fa riferimento a tre giorni del calendario romano, considerati dies religiosi, in cui il mondo dei vivi e quello dei morti venivano messi in comunicazione.

FERONIA

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CONFARREATIO

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