NATALE DI ROMA 2019

Associazione Culturale

Gruppo Storico Romano

MEDAGLIA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Presenta la XIX Edizione del

“NATALE DI ROMA 2019”

(a.V.c. MMDCCLXXII)

CELEBRAZIONI DEL LONGVS ET VNVS ANNVS

DA NERONE A VESPASIANO

Dai GIULIO-CLAVDII ai FLAVI

1. SCOPI e FINALITÀ

Il Gruppo Storico Romano è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 1994 dalla passione per l’antica Roma. Le finalità che l’associazione si prefigge sono di promuovere, organizzare e sostenere la diffusione di manifestazioni culturali ricreative ed artistiche concernenti il mondo dell’antica Roma, per mantenere vivo il ricordo dell’antico splendore della sua civiltà, ed essere un punto di aggregazione per tutti quegli appassionati che, diventandone soci, vorranno esserne il cuore pulsante. L’Associazione vanta numerosi riconoscimenti, tra i quali si segnalano le medaglie d’oro del Presidente della Repubblica, conferite in occasione dei festeggiamenti del Natale di Roma dal 2009 al 2018, e i prestigiosi patrocini, tra i quali quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, della Provincia di Roma e di Roma Capitale. Inoltre per quest’anno abbiamo inoltrato richiesta di patrocinio all’Ordine degli Ingegneri, All’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, alle amministrazioni del Municipio I, del Comune Roma Capitale, della Regione Lazio, del Comune di Frascati, del Comune di Tarquinia, del Comune di Rieti.

2. L’ATTIVITÀ CULTURALE e RIEVOCATIVA

L’attività associativa si svolge prevalentemente presso la sede sociale, sita in Via Appia Antica 18, dove è presente una suggestiva struttura all’interno della quale sono stati ricostruiti un piccolo castrum, un’arena ed un anfiteatro in cui si svolgono eventi e manifestazioni di particolare interesse culturale e didattico; sono presenti inoltre un museo interattivo ad ingresso gratuito, premiato con una medaglia d’argento del Presidente della Repubblica, ove sono esposti oggetti, sia civili sia militari, riguardanti l’antica Roma, visitato ogni anno da circa 15.000 persone, italiane e straniere, e aree didattiche e ludiche, oltre a spazi riservati alle attività dei soci. All’interno dell’Associazione convivono diverse sezioni di rievocazione, da quella dei legionari a quella dei gladiatori, dalle vestali ai pretoriani, dai senatori al popolo, per finire con le danzatrici, ognuna delle quali studia ed approfondisce gli aspetti dei temi di proprio interesse oltre a quello generale dell’antica Roma.

3. EVENTI, PROTOCOLLI, CONVENZIONI e PATROCINI

La manifestazione più importante, organizzata dall’Associazione è senza ombra di dubbio il NATALE di ROMA, che quest’anno giunge alla XIX edizione e vedrà sfilare, nella giornata di domenica 21 Aprile 2019, circa 2.000 rievocatori provenienti da tutt’Italia ed Europa. Nella sua attività il Gruppo Storico Romano ha collaborato e collabora tutt’ora con la Direzione Generale per le Antichità del MIBACT per la realizzazione di eventi di rievocazione a carattere culturale e didattico, con l’Università di Roma “Tor Vergata”, i cui docenti compongono il Comitato Scientifico del Gruppo, e con Roma Capitale, per la realizzazione dei festeggiamenti del Natale di Roma, per aver sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico e l’Assessorato alle Politiche Educative, Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù.

 

3.1 REQUISITI di SERIETÀ SCIENTIFICA 

Le rievocazioni storiche programmate nel quadro del Natale di Roma si qualificano come attrazione del turismo culturale: il Natale di Roma 2019 (giunto alla sua XIX edizione) attraverso i programmi rievocativi e culturali organizzati dal GSR porrà  l’accento proprio su questo aspetto, che può ormai essere considerato vitale, della trasmissione alle giovani generazioni dei valori della cultura del passato, veicolata per il tramite di occasioni di volta in volta spettacolari o didascaliche allestite con requisiti di serietà scientifica, con lo scopo di diffondere l’interesse per l’archeologia sperimentale e di ampliare la conoscenza di usi e costumi degli antichi Romani utilizzando metodi di buona divulgazione e soprattutto  contenuti sottoposti al controllo di un comitato scientifico di docenti universitari.

I costumi, le armi, i riti e le celebrazioni sono criticamente riprodotti con fedeltà alle fonti storiche, grazie ad un protocollo di intesa, stipulato il 4 settembre 2012 fra il Gruppo Storico Romano e il Dipartimento di Scienze storiche, filosofico-sociali, dei beni culturali e del territorio dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. 

La firma del protocollo, del resto, ha solo formalizzato l’impegno concreto offerto da docenti afferenti al Dipartimento, che già da qualche anno formano il Comitato scientifico chiamato a supervisionare la rivista “Acta bimestria”, pubblicata dal G.S.R., e che sono stati relatori di contributi scientifici svolti in occasione dei Natali di Roma degli anni fra il 2011 e il 2017.

Comitato Scientifico:

• Prof. Anna Pasqualini, professore ordinario di Antichità romane nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “Tor Vergata”

• Prof. Mariano Malavolta, professore associato di Storia romana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “Tor Vergata”

• Prof. Maria Bonamente, ricercatore di Storia romana nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tre.

 

3.2 IL NATALE DI ROMA

Siamo oramai giunti alla XIX edizione dei festeggiamenti per il Natale di Roma organizzati dal Gruppo Storico Romano. 

L’evento sarà dedicato al longus et unus annus. Dopo la morte di Nerone ancora tre imperatori (Galba, Otone e Vitellio) morirono di morte violenta nel turbine di un sanguinoso conflitto civile, fino a che non riuscì a Vespasiano di fondare una nuova dinastia che aprì una nuova fase nella storia del Principato. 

Come nelle passate edizioni il nostro intento è quello di ricordare, con una serie iniziative didattico – culturali, l’anniversario della fondazione della città: un evento che ha avuto un ruolo determinante per lo sviluppo della civiltà moderna e che per questo dovrebbe essere motivo di orgoglio per i cittadini di Roma.

Da un piccolo insediamento su uno dei sette colli prese l’avvio la vita di quella che sarebbe divenuta la più grande città del mondo antico, che estese il suo dominio su Europa, Africa e Vicino Oriente per più di mille anni. Roma è stata nell’antichità un crocevia di popoli e culture diverse e noi intendiamo esaltare questa caratteristica ancora attuale nella nostra città mediante la partecipazione di gruppi di ricostruzione provenienti da ogni parte del mondo ed in particolare da quelle nazioni nella cui cultura quali il legame con il passato romano è ancora ben vivo.

Il nome di Roma suscita tuttora nel mondo intero un fascino ed un’ammirazione senza eguali, ed uno dei nostri scopi è proprio quello di mantenere inalterato e sempre più vivo questo interesse, sia verso i turisti, italiani e stranieri, sia verso i cittadini romani, in modo da far riavvicinare ed appassionare gli stessi alla storia e alle origini della nostra città.

La nostra iniziativa assume un valore particolare, visto il Protocollo d’Intesa sottoscritto con Roma Capitale per la valorizzazione e la divulgazione degli usi e i costumi dell’antica Roma, che pone un “marchio di garanzia” sul nostro operato da parte dell’amministrazione capitolina. 

Il coinvolgimento nella nostra manifestazione di personaggi della cultura di primaria rilevanza in ambito nazionale, così come quello di docenti dell’Università di Tor Vergata, e di archeologi, del Gruppo Archeologico Romano, non può che confermare il carattere e l’alto valore scientifico, culturale e didattico della nostra proposta. Tutto ciò fa sì che essa rappresenti nel mondo della rievocazione storica sull’antica Roma, forse l’evento più grande ed importante.

I numeri della passata edizione del Natale di Roma parlano chiaro e dimostrano il successo di questa iniziativa: 2000 rievocatori appartenenti a 42 associazioni culturali provenienti da 10 paesi stranieri, e dunque il più grande corteo storico dell’antica Roma nel mondo. Una lunga passeggiata che ha attraversato, contornata da due lunghissime ali di folla (stimate in 350.000 persone), la Via dei Fori Imperiali, passando accanto al Colosseo e al Teatro di Marcello, nel cuore pulsante dell’antica Roma. Altrettanto numerosi sono stati gli spettatori che hanno affollato il Circo Massimo, sia in mattinata alla partenza del corteo storico sia nel pomeriggio, per assistere alle esibizioni delle varie associazioni partecipanti.  

Particolare rilievo ha poi assunto l’aspetto istituzionale dell’evento con a concessione da parte del Presidente della Repubblica dell’ennesima medaglia e con i patrocini della Regione Lazio e di Roma Capitale, la presenza delle istituzioni capitoline e di due delegazioni straniere, provenienti dalla Bulgaria e dalla Romania, che hanno voluto accompagnare, con Sindaci ed Assessori, i gruppi provenienti dalle rispettive nazioni.

 

3.3 INCONTRO con l’ORDINE DEGLI INGEGNERI e l’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA  

“LA SAPIENZA” su:

 “LA COSTRUZIONE DEL COLOSSEO: TECNICHE UTILIZZATE” 

GIOVEDI 18 Aprile 2019 

La costruzione del Colosseo, l’intervento urbanistico più importante della dinastia flavia, finanziato con il bottino del trionfo della guerra in Giudea, fu iniziata da Vespasiano, ma l’anfiteatro fu inaugurato da Tito nell’80 d.C. e completato da Domiziano, che realizzò i sotterranei e dislocò nei dintorni dell’anfiteatro i ludi (come il ludus magnus), ossia le caserme dove erano detenuti ed allenati al combattimento i gladiatori. Lo stesso Domiziano provvide alle altre strutture di servizio, come la caserma dei marinai della flotta di Miseno addetti alla manovra del velarium (la grande copertura del Colosseo, che difendeva gli spettatori dai raggi del sole). L’anfiteatro fu edificato proprio dove era in precedenza il lago artificiale voluto da Nerone per la sua domus aurea, ossia per la sua reggia, e dunque l’imponente costruzione dell’anfiteatro fu deliberata come restituzione al popolo di Roma di un’area usurpata dal tiranno, trasformata nel più grande edificio per spettacoli pubblici conosciuto nell’impero. Vespasiano volle in tal modo dimostrare la sua linea politica, lontana dal dispotismo di Nerone e vicina alle esigenze del popolo. Il gigantismo della struttura, alta quasi 50 metri, capace di più di 40.000 posti, e la sua perfezione tecnica resero e rendono il Colosseo un monumento unico al mondo.

3.4 CONVEGNO su “Longus et unus annus” 

VENERDI 19 Aprile 2019

Con i Flavi Roma conobbe un periodo di intensa attività edilizia che, con i grandi progetti di Vespasiano e poi di Domiziano, ne rinnovò radicalmente l’immagine. L’abbellimento della città e il ripensamento globale dello spazio urbano fu il segno visibile del rinnovamento politico dell’impero. Quando Vespasiano divenne imperatore la città era ancora devastata dall’incendio del 64 d.C., e il Tempio di Giove sul Campidoglio, il più importante della città, era stato distrutto dall’incendio di Vitellio. Vespasiano iniziò proprio dal Campidoglio e andò personalmente a rimuovere le macerie. Decise di ridisegnare il perimetro della città (il pomerio) il limite sacro del suolo pubblico di Roma, come, prima di lui, avevano fatto Silla e l’imperatore Claudio. Infine progettò opere del tutto nuove per Roma: il Tempio della Pace e il Colosseo. Ma l’intervento più imponente fu quello di Domiziano, che volle lasciare nella città tracce evidenti del nome flavio: la ristrutturazione, quasi per intero, del Campidoglio (devastato da un incendio ancora nell’80 d.C.); gli interventi nel Campo Marzio, con la progettazione di un’area nuova destinata agli spettacoli e la costruzione dello stadio (oggi Piazza Navona) e dell’Odeum (un auditorium coperto). Affidò i progetti più ambiziosi all’architetto Rabirio che realizzò l’immensa residenza imperiale sul Palatino e il cosiddetto Foro Transitorio, in prossimità del Tempio della Pace. Fece costruire innumerevoli archi onorari, al punto da suscitare battute ironiche dei cittadini e celebrò la propria immagine con una gigantesca statua equestre, l’equus Domitiani che fece collocare al centro del Foro. Invase gli spazi urbani e i luoghi politici di Roma con simboli della sua propaganda e costruendo santuari che celebravano il culto della sua famiglia.

 

3.5 INCONTRI con SCRITTORI   

Venerdì 19 e Sabato 20 Aprile 2019

Sono stati contattati gli scrittori: 

Marco LUCCHETTI: L’esercito romano è considerato la forza armata più potente e meglio organizzata del mondo antico. Le legioni furono sicuramente il motore che avviò la conquista del mondo allora conosciuto e lo scudo che ne difese per secoli i confini. Questi addestratissimi soldati impiegarono armi micidiali, molte derivate dai popoli con cui vennero a contatto o di cui assorbirono le tradizioni. Nella narrazione viene dato ampio spazio anche alla marina militare, spesso dimenticata, che tanto contribuì alla realizzazione dell’impero globale e alla creazione di una delle più grandi talassocrazie della storia. Un racconto sulla storia militare di Roma, con la descrizione del suo esercito, da Romolo (VIII secolo a.C.) all’imperatore d’Oriente Maurizio (VI secolo d.C.) passando per il mitico re Artù, affiancato da un’esauriente cronologia delle guerre combattute e dall’elenco delle legioni più famose. Evoluzione, riforme, invenzioni, ingegneria, manualità e armi i cui nomi sono diventati simboli per eccellenza del soldato romano, allo stesso tempo guerriero, artigliere, geniere, operaio, falegname, muratore e marinaio.

Raffaele ALLIEGRO: Presenta il libro “Il Segreto di Bruto” si finse stupido per sopravvivere alla collera di Tarquinio il Superbo. Covò vendetta coltivando il germe della ribellione. Fece esiliare il monarca tiranno, fondò la Repubblica, fu il primo console di Roma nel 509 a.C. Questa è la storia di Lucio Giunio Bruto, il predestinato dei libri sibillini. La Pizia, oracolo di Delfi, gli rivelò presente e futuro di una Roma all’epoca divisa tra due anime: quella romana, inflessibile, onesta, orgogliosa, primitiva, e quella etrusca, commerciale, moderna, raffinata, corrotta. Bruto sapeva che quel villaggio di rudi pastori sulle rive del Tevere era destinato a diventare caput mundi, trasformandosi nella più potente macchina da guerra mai esistita, tra lotte di potere, crudeltà, semi di libertà soffocati. E fu lui, nipote adottato del Superbo, da tutti creduto uno sciocco, a tessere la tela della rivolta democratica, che scoppiò devastante dopo lo stupro da parte di uno dei figli del re di Lucrezia, suicida per onore. Console inflessibile, Bruto fece decapitare perfino due dei suoi figli, rei confessi di avere tramato contro la res publica, e cadde in battaglia, consapevole che, centinaia di anni dopo, un discendente avrebbe raccolto il suo testimone, quel Marco Giunio Bruto congiurato contro Caio Giulio Cesare, alle Idi di marzo del 44 a.C. Nei cardini tracciati da Tito Livio nell’opera Ab Urbe condita, Raffaele Alliegro fa scorrere personaggi e accadimenti, perfetta sintesi tra fatti storicamente accertati e coerente invenzione, restituendo un clima di passioni e sentimenti autentici che, ieri come oggi e domani, agitano la vita degli uomini.

Antonella PRENNER: Filologa e latinista, insegna all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Ha scritto numerosi e importanti studi sulla letteratura antica. Tenebre è il suo primo romanzo.

Presenta il suo primo romanzo “Tenebre – l’ultima disperata battaglia di Cicerone” 

Roma, Idi di Marzo del 44 a.C. Nella notte di sangue che ha cambiato il corso della storia antica, Marco Tullio Cicerone riceve una tremenda profezia: Giulio Cesare, che giace cadavere trafitto dai pugnali dei congiurati, gli appare in sogno e gli rivela il giorno della sua morte. Angoscia, sgomento e attesa dei fati si fondono nell’animo di Cicerone alla speranza di restituire la libertà a Roma. Ma la realtà diventa di giorno in giorno più dura e sangue chiama altro sangue. La funesta guerra civile, ormai inevitabile, non risparmierà nessuno. L’intensa voce narrante di Cicerone, protagonista di questo mirabile romanzo, si rivolge a Tullia, figlia diletta e troppo presto strappata al suo amore di padre. A lei e a noi racconta la fine della sua vita e del sogno della libertà, gli intrighi e i drammi di un tempo irripetibile.

Massimiliano COLOMBO: «Il tuo grado ti imporrà la solitudine, che sarà per il tuo spirito quello che il cibo è per il tuo corpo». 80 a.C. Gaio Emilio Rufo è una recluta che milita nelle coorti di Lucio Cornelio Silla durante la guerra civile che sta dilaniando la Repubblica. È un giovane idealista inesperto, non ancora diventato uomo. Dalle vette innevate dei Pirenei alle battaglie navali al largo delle coste dell’Africa, Gaio Emilio si addestra a combattere le legioni del più astuto e acerrimo nemico di Roma, uno dei più grandi comandanti di tutti i tempi: Quinto Sertorio, parente e fedele generale di Gaio Mario.

Andrea FREDIANI: L’approccio al racconto storico nei testi di Frediani è “democratico” e non elitario: i suoi volumi sono rivolti al grande pubblico, che può così familiarizzare con le vicende del passato imparando ad amare la storia, spesso considerata, a torto, come una semplice materia di studio piuttosto noiosa. L’opera di Frediani si inserisce dunque in quel mobilissimo filone d’indagine scientifica (perché egli è e rimane, innanzitutto, uno storico, cioè un ricercatore) che, attraverso la divulgazione, mira a diffondere la conoscenza e l’interesse per l’approfondimento delle vicende umane.

I relatori e presentatori dei sopraccitati scrittori:

• Giancarlo CARLONE

• Paolo BELOCCHI

• Mariano MALAVOLTA

3.6 CERIMONIE

3. 6.1 HISTORIARVM  FRAGMENTA”                  

SABATO 20 Aprile ore 11:00 – 12:00

Nella inimitabile scenografia dei Fori Imperiali il Gruppo Storico Romano in occasione dei Festeggiamenti del Natale di Roma 2019 chiede di poter effettuare una serie di Cerimonie e rappresentazioni: 

Edicole teatralizzate.

1. Arco di Tito

2. Basilica di Massenzio

3. S. Francesca Romana

4. Resti delle Terme

5. Tempio di Romolo

6. Tempo Antonino e Faustina

7. Tempo di Vesta

8. Tempo di Cesare

9. Casa delle Vestali

10. Tempo di Castore e Polluce

11. Basilica Julia

12. S. Maria Antiqua

13. Giardini Farnese

14. Basilica Aemilia

15. Curia

16. Arco di Settimio Severo

17. Tempio di Giove

18. Rostri

19. Tempio di Saturno

20. Tempo di Vespasiano

21. Colonna di Foca

22. Via Sacra

23. Domus Flavia

24. Domus Augustana

25. Foro di Cesare

26. Museo del Risorgimento

27. Vittoriano

28. Carcere Mamertino

29. Foro di Augusto

30. Foro di Nerva

31. Torre del Grillo

32. Casa dei Cavalieri di Rodi

33. Colonna Traiana

34. Basilica Ulpia

35. Piazza Venezia

36. S. Maria di Loreto e Santo nome di Maria

37. Foro di Traiano

38. Mercati Traianei

39. Largo Magnanapoli

40. Torre delle Milizie

3. 6.2 RITO RELIGIOSO “PRO SALVTE ET FELICITATE REI PVBLICAE”

Impegnato in azioni militari, solo nel 119, Adriano raggiungerà Roma per insediarsi sul trono. Imperatore “umanista”, Adriano si presenta come monarca filosofo, aperto alle arti e alla poesia: il suo credo profondo è lo sviluppo culturale, architettonico e urbanistico delle città dell’impero.

QUESTA CERIMONIA PUO’ ESSERE REALIZZATA ALLA CURIA 

Un uomo devoto di culti esoterici che parlava il greco meglio del latino.  

La cerimonia sarà interamente realizzata in lingua latina, sulla riga delle benedizioni ecclesiastiche del XIII secolo appunto riprese da quelle del periodo imperiale.

La cerimonia sarà officiata da rievocatori riconosciuti come massimi esponenti di questa attività a livello europeo, presenti sei nazioni.

 

3.7 DIDATTICA per le SCUOLE 

Venerdì 19 Sabato 20 e Domenica 21 Aprile 2018

Le giornate didattiche si svolgeranno, presso il Castrum (ricostruito presso il Circo Massimo), secondo il seguente programma:

I. LA DONNA ROMANA: ABBIGLIAMENTO e MAQUILLAGE

II. L’UOMO ROMANO: ABBIGLIAMENTO e ALTRE CURIOSITA’

III. LA SCUOLA

IV. LA MEDICINA

V. LA RELIGIONE

VI. IL MOSAICO

VII. UNGUENTI e PROFUMI

VIII. OFFICINA

IX. LEGIONARI e PRETORIANI

X. GLADIATORI: ARMI e TECNICHE di COMBATTIMENTO

XI. TUTTI gli ASPETTI DEL VI e V SECOLO

I contenuti delle lezioni sono rivolti a tutti, ma in particolare per studenti delle scuole primarie e secondarie di I e II grado.

L’allestimento di un Castrum e di un campo dacico consente lo sviluppo di un percorso didattico   a scopo divulgativo destinato principalmente al pubblico di età scolare ma fruibile anche dal pubblico adulto. In particolare sarà realizzata un’esposizione di manufatti relativi alla cucina, alla medicina, alla religione, alla scuola, al mondo femminile e a quello militare dell’antica Roma. 

A disposizione dei visitatori, ci saranno sempre soci del Gruppo Storico Romano, che, con la passione che da sempre li anima, guideranno volontariamente il pubblico dei visitatori in un viaggio a ritroso nel tempo dando nuova vita, con la loro rievocazione, ai vari manufatti esposti e facendo rivivere le abitudini e le consuetudini proprie della vita civile e militare rievocata. 

Per le scolaresche che ne faranno richiesta, saranno poi effettuate sessioni di pratica della vita gladiatoria, della durata di circa 30 minuti, durante le quali i ragazzi saranno loro stessi i rievocatori della scuola gladiatoria all’interno di una specifica arena, che sarà appositamente realizzata all’interno del Circo Massimo.

Ultimo ma non da ultimo, su singoli e specifici temi a scelta degli oratori, saranno previsti brevi ma intensi incontri culturali da parte con esperti di varie discipline e docenti universitari.

 

3.8 TRACCIATO DEL SOLCO

Lunedi 22 aprile, alle 15.30, all’interno del Circo Massimo, il Gruppo Storico Romano rievocherà la fondazione dell’Urbe con una rappresentazione tra storia e leggenda dal titolo “Il tracciato del solco”. 

La rappresentazione, divisa in quattro atti, narrerà la storia della fondazione di Roma, così come ce l’hanno tramandata gli storici. Gli spettatori potranno assistere allo sbarco di Enea sulle coste laziali, all’incontro tra il Dio Marte e Rea Silvia, la vestale che darà alla luce i due gemelli, al ritrovamento di questi ultimi da parte del pastore Faustolo e sua moglie Acca Larenzia, per finire con la scena del tracciato del solco, vero e proprio, e il fratricidio (Romolo che uccide Remo). 

 

3.9 LE PALILIE

Lunedi 22 aprile, alle ore 15.00, all’interno del Circo Massimo, le sei vestali del gruppo Storico Romano rievocheranno la festa dei Palilia: un’antica festa agricolo-pastorale sacra a Pales, divinità protettrice delle greggi e degli armenti.

Si trattava in origine di una festa che celebrava l’arrivo della primavera. In un secondo momento ad essa si aggiunse la celebrazione del Natale di Roma. Tale ricorrenza acquistò quindi una duplice valenza: da un lato solennità religiosa, dall’altro commemorazione politica. In epoca successiva il suo carattere di festa pastorale scomparve e il 21 Aprile venne ricordato unicamente come il giorno della fondazione di Roma, celebrato come tale con grandi festeggiamenti in ogni parte dell’Impero.

 

3.10 EVENTO EQUESTRE 

Alle ore 18:00 di Sabato 20 aprile avrà luogo l’evento equestre.

Saranno ricostruite corse con bighe e quadrighe nell’incommensurabile scenario del Circo Massimo.

Luogo ideale per la rievocazione delle corse di cavalli e combattimenti con carri contro barbari ed eserciti nemici.

3.11. HASPASTUM

Alle ore 17:00 di Domenica 21 aprile avrà luogo, nella cornice del Circo Massimo la partita di calcio romano: l’Harpastum.

L’Harpastum , viene proposto nella stupenda cornice del Circo Massimo , tra una squadra greca ed una italica. Esso  fu uno sport piuttosto cruento appreso dai romani nell’antica Grecia (dove veniva chiamato àrpastòn) durante le campagne di conquista del II secolo a.C. Venne importato a Roma e diffuso successivamente in tutto l’Impero. Antenato del rugby moderno, lo scopo del gioco era di portare la palla, riempita di lana o stoppa, oltre l’estremità del campo avversario. Non è disponibile una documentazione attendibile sulle precise regole del gioco in quanto non ne esistevano di comuni. Tuttavia, dalle fonti storiche si apprende che la partita si disputava tra rapidi passaggi, mischie concitate e scontri corpo a corpo che non di rado causavano gravi ferite se non addirittura decessi. Il campo di gioco era solitamente uno spiazzo di terra semplice e privo d’erba, per questo motivo durante le partite aleggiava nell’aria una costante nuvola di polvere che diede al gioco un nuovo nome: pulverulentus. Ecco come il commediografo greco Antifane descrive una situazione di gioco: «Prese la palla ridendo e la scagliò ad uno dei suoi compagni. Riuscì ad evitare uno dei suoi avversari e ne mandò a gambe all’aria un altro. Rialzò in piedi uno dei suoi amici, mentre da tutte le parti echeggiavano altissime grida “E’ fuori gioco!”, “E’ Troppo lunga!”, “E’ troppo bassa!”, “E’ troppo alta!”, ” E’ troppo corta!” “Passala indietro nella mischia!”». 

Secondo la testimonianza dello scrittore latino Sidonio Apollinare (V sec.), il gioco (anche raccomandato dal medico greco Galeno come esercizio igienico) si svolgeva su un terreno rettangolare, con una linea mediana e due linee di fondo campo.

I romani lo chiamavano anche “il gioco della palla piccola” per distinguerlo dai giochi effettuati con altri tipi di pallone, come la Follis (o Folliculus) e la Paganica, riempiti rispettivamente di aria (Follis) o piume (Paganica). Inoltre, Harpastum era anche il nome del tipo di palla sferica, piccola, dura e ripiena di lana o stoppa con la quale si praticava l’omonimo gioco.

Altre fonti riportano che l’Harpastum fosse usato come esercizio fisico per i legionari: non è quindi improbabile pensare che questo gioco viaggiò con le legioni romane e fu da queste diffuso in tutta Europa, dove probabilmente si fuse e contaminò con i giochi con la palla locali dato che era praticato soprattutto dalle legioni a presidio dei confini (erano infatti frequenti partite fra i romani e le popolazioni autoctone).

Secondo le fonti, nel 276 d.C. si svolse una partita in cui i Britanni sconfissero i legionari con punteggio di 1 a 0.

Marco Aurelio, imperatore romano dal 161 al 180 (noto per essere stato un grande politico, filosofo e seguace della dottrina stoica), avendo molto a cuore le questioni morali ed etiche e ritenendo “barbara” l’immolazione di uomini e animali nei circhi al solo scopo di divertire il sadico pubblico romano, bandì i ludi gladiatorii sostituendoli con sport dal carattere meno violento, uno dei quali era proprio l’Harpastum.

3.12. “HISTRIONES ROMAN MUSICIANS”

Si esibirà per la prima volta “HISTRIONES ROMAN MUSICIANS” un gruppo che ha ricostruito la musica dell’antica Roma Nell’antichità i primi a fare uso della musica furono gli etruschi e i greci, due popoli che a vario titolo influenzarono molto la vita dei romani, di conseguenza anche la musica finì per “contagiare” la società dell’Urbe. Nel II secolo a.C. quando Roma, conquistò la Grecia e la Macedonia, si fece preponderante l’influenza di queste popolazioni, e per fare musica i romani adottarono gli stessi strumenti che provenivano da quelle zone, va detto che i romani non consideravano una virtù il saper suonare, ne tanto meno ritenevano formativo ascoltare chi suonava, anzi in alcuni casi la ritenevano pericolosa, in quanto avrebbe potuto “fiaccare gli animi”, essi però riconoscevano alla musica un valore per così dire curativo per lenire certi tipi di malanni.

In quanto condottieri e conquistatori i romani preferivano usare la musica per scopi militari, scandendo per esempio i ritmi di marcia, o addirittura, in certi casi, per incitare i soldati durante le battaglie, ma non solo, poteva infatti accompagnare cerimonie, riti religiosi, o feste civili. Solo più avanti nel tempo la musica entrò maggiormente nel tessuto sociale, arrivando a fare da sfondo ai vari banchetti, nei matrimoni e nei funerali. Nel I secolo a.C. la musica iniziò a farsi largo anche nei teatri, per esempio accompagnando nuovi tipi di spettacolo come la pantomima, dove alcuni attori rappresentavano scene di vita quotidiana o mitologiche, ma è solo nel 55 a.C. che tutto questo troverà il primo punto di riferimento, il primo vero grande teatro di Roma, quello di Pompeo. Nella società romana la musica perse gradualmente quell’aspetto religioso di un tempo, e iniziò, più o meno come oggi, a scandire le varie fasi della vita di tutti i giorni.

In età imperiale la musica era onnipresente e veniva studiata a corte, sappiamo bene infatti come Nerone si divertisse ad intrattenere i suoi ospiti con i suoi canti e le sue poesie, tutto accompagnato dallo strumento a corde per eccellenza, la lira, ma va detto che i romani preferivano gli strumenti a fiato, dal suono più deciso rispetto a quelli a corde, tra gli strumenti a fiato possiamo ricordare:

In epoca tardo imperiale, i musicisti erano personaggi ricercati e ben pagati, questi aspetti si accentuarono specialmente durante la decadenza della civiltà romana e, vista l’associazione sempre più frequente della musica solo a riti pagani, a comportamenti sconvenienti e a spettacoli di sangue, i primi Padri della chiesa proibirono ai Cristiani di partecipare agli spettacoli. Solo con la proclamazione del cristianesimo come religione ufficiale dello stato da parte di Teodosio nel 391, cominciò a diffondersi verso folti gruppi di fedeli la musica cristiana che, nata sotto l’influenza di quella greca e romana già tra il I e il II sec. d.C., riuscì a sopravvivere ad esse dopo la caduta dell’Impero d’Occidente nel 476.

3.13 COMMISSIO FERIARUM

Alle ore 10.30 di Lunedi 22 aprile avrà luogo la Commissio Feriarum, cerimonia di apertura dei festeggiamenti del Natale di Roma con il rituale dell’accensione del fuoco, officiata dalle nostre sei vestali, alla presenza dei rappresentanti di tutti i gruppi di rievocazione presenti al corteo storico.

3.14 ORAZIONE di MECENATE 

Il sindaco di Aicurzio Gianmarino Maurilio Colnago non ha mancherà i festeggiamenti del Natale di Roma 2019. 

Domenica 22 aprile nei panni di Mecenate parteciperà al corteo tra i Fori Imperiali aprendo con la sua oratoria dedicata ad Adriano il 2772° anniversario della nascita della città Sfilerà con il corteo portando alla sindaca Virginia Raggi il forziere d’Italia con terre, acque e minerali raccolti in luoghi simbolo della penisola.

 

Mecenate (Colnago) prenderà parte a diverse manifestazioni in attesa dell’evento principale, come quella di giovedì pomeriggio presso il Tempio di Adriano, dove il sindaco ha terrà un intervento proprio su Adriano e presentando le tre dee – e i loro strumenti – che lo hanno accompagnato il corteo: la dea delle Acque, la dea Minerva e la dea Esperia Italica.

3.15 Il CORTEO STORICO su VIA DEI FORI IMPERIALI

Come per tutte le passate edizioni, il corteo dei gruppi storici è l’evento clou del Natale di Roma: atteso sia dai grandi che dai piccini; esso richiama di solito migliaia di persone: la passata edizione ha contato circa 350.000 presenze, che, sfidando spesso il troppo caldo o la pioggia, si assiepano lungo il percorso per assistere a quello che può essere considerato il più grande corteo storico al mondo sull’antica Roma. Un vero e proprio viaggio nel tempo, dal 753 a.C. al IV sec. d.C., questo è infatti l’arco temporale coperto dai vari gruppi che rievocano, oltre a tutte le figure dell’antica Roma, anche tutti quei popoli che sono venuti a contatto con l’impero romano. Non è raro quindi poter osservare, oltre ai legionari, anche gli opliti greci o i celti. 

Lunedi 22 aprile, a partire dalle ore 9:00 al Circo Massimo inizieranno a confluire tutti i gruppi di rievocazione storica partecipanti al corteo. Alle ore 10:30 è prevista la cerimonia di apertura con la Commissio Feriarum. 

Alle 11:00, dopo il saluto del Presidente e quelli istituzionali, è prevista la partenza dal Circo Massimo dei circa 2.000 rievocatori o più, appartenenti a più di 40 gruppi di rievocazione provenienti da tutta Europa e anche da paesi extraeuropei, che percorreranno, formando un lunghissimo serpentone, le vie del centro di Roma. 

Dapprima Via Petroselli, poi Via del Teatro Marcello e poi, passando ai piedi della scalinata dell’Ara Coeli, di solito gremita di spettatori, arriveranno in Piazza Venezia per imboccare una delle vie più belle e suggestive del mondo: Via dei Fori Imperiali. Il corteo si fermerà poi, verso le 12, dinanzi alla statua di Augusto, dove sarà posizionata la tribuna autorità, per rendere omaggio al primo imperatore di Roma, con la cerimonia della deposizione di una corona d’alloro ai piedi della sua statua da parte del Gruppo Storico Romano.  Davanti alla statua sarà effettuata una cerimonia religiosa a cura del Pontefice Massimo: Adriano. Esso benedirà tutte le associazioni di rievocazioni secondo l’antico rito. Ripartendo, il corteo percorrerà tutta Via dei Fori imperiali e, dopo aver girato davanti al Colosseo e passati sotto l’arco di Costantino, prosegue su Via di San Gregorio. 

Il corteo rientrerà al Circo Massimo verso le 14:00. 

Il corteo sarà aperto come di consueto dalla Dea Roma e dal Gruppo Storico Romano.

 

 

3.16  ESIBIZIONI dei GRUPPI al CIRCO MASSIMO

Nel pomeriggio di Lunedi 22 aprile, dalle 15.00 alle 18.30 circa, all’interno della splendida cornice del Circo Massimo, avranno luogo le esibizioni dei gruppi storici partecipanti al Natale di Roma. Combattimenti tra gladiatori, danze antiche, teatro e rievocazioni di momenti storici accompagneranno gli spettatori per tutto il pomeriggio, per concludere con l’evento più atteso da tutti, grandi e piccini: la grande battaglie fra legionari e barbari.

  

3.17 RICOSTRUZIONE STORICA della CONQUISTA DI MASADA

L’episodio di Masada, nel 73 d.C., è forse il più emblematico per rappresentare la forza militare romana. In seguito alla ribellione giudaica, repressa nel sangue dalle truppe di Vespasiano e di suo figlio Tito, culminata con la presa di Gerusalemme e la distruzione del tempio nel 70 d.C., rimasero alcune sparute fortezze in mano ai ribelli. Una di queste era Masada, una rocca imprendibile sul Mar Morto, nata come dimora regale e poi trasformata da Erode il Grande in fortezza inespugnabile. Con la sua ripida e scoscesa posizione, accessibile solo da una stradina tortuosa, e le sue cisterne d’acqua, i ribelli credevano di poter resistere a oltranza. Ma si sbagliavano.

Alla morte di Giunio Basso, governatore della Giudea, il nuovo governatore Flavio Silvia si dedicò ad assediare questa fortezza all’apparenza imprendibile. Condusse sul luogo, visto che ormai la provincia era pacificata, un’intera legione, la X Fretensis, oltre ai reparti ausiliari, per un totale di circa 10-15.000 uomini: la superiorità romana era schiacciante e i romani volevano fare un atto di forza. Le intenzioni romane furono chiare fin dall’inizio; Flavio Silva fece costruire un vallum tutt’attorno la fortezza, alto circa 1,80 m e intervallato da campi legionari e ausiliari, per un totale di 11 torri e 8 campi. Più vicino al campo ed esposti c’erano 5 campi ausiliari, mentre due campi legionari erano in una posizione più protetta. Infine un campo sorgeva a nord-ovest, su un’altura lievemente più alta della fortezza, su cui si insediò Flavio Silva: i romani, in schiacciante superiorità numerica, non solo avevano chiuso ogni possibile via di uscita, ma si erano posizionati perfino più in alto.

Le pendici ripidissime dell’altura tuttavia non consentivano alcun attacco; il sentiero verso il Mar Morto era controllato dalla torre, mentre quello più accessibile era stato ostruito da massi di 45 kg l’uno. Dopo aver ispezionato il perimetro Flavio Silva trovò un punto in cui il dislivello era di “solo” 137 metri. I romani decisero di colmare il vuoto con un’enorme terrapieno, costruito in circa 2 mesi, alla cui sommità fu creata una piattaforma larga circa 29 metri. Fu costruita una torre d’assedio alta 27m (colmando così il dislivello rimasto) dotata di catapulte e baliste (i cosiddetti tormenta), un ariete e portata in cima al terrapieno.

La torre riuscì ad aprire una breccia nelle mura, grazie all’ariete, ma gli zeloti presero a lanciarci contro ogni tipo di oggetto infiammabile e fiaccola, bruciandola; finché il vento cambiò direzione e il fuoco bruciò anche le impalcature che i giudei avevano costruito sulle mura, facendo crollare il tratto demolito dall’ariete. I romani si ritirarono preparandosi all’assalto il giorno seguente. Ma la mattina successiva lo spettacolo fu desolante per i romani: non trovarono altro che cadaveri.

Eleazar aveva radunato gli uomini e dato l’ordine di uccidersi pur di non farsi prendere vivi dai romani. Uno a uno si erano uccisi a vicenda, nonostante le rimostranze di molti, alla fine convinti dalle parole del loro leader, che aveva prospettato loro la fine terribile che avrebbero fatti se i romani li avessero presi vivi. I ribelli bruciarono tutto, mentre il designato a togliere la vita agli altri (scelto tramite sorteggio) procedeva il suo triste lavoro.

Nella sinagoga è stato perfino trovato un frammento di coccio con scritto “ben Yai ‘r“, probabilmente usato per il conteggio nel sorteggio da parte del capo dei ribelli. I romani entrarono in città armati di tutto punto e pronti a una feroce battaglia, ma non trovarono nulla se non morti. Alla fine spuntarono fuori due donne e cinque bambini che si erano nascosti, unici sopravvissuti, che condussero i romani ai cadaveri.

ARTIGLIERIA ROMANA

Presso le aree espositive del Circo Massimo verranno messe in mostra anche le macchine di artiglieria ricostruite in scala 1:1 dell’Esercito Romano. Inoltre, queste armi spettacolari, verranno viste all’opera nella loro piena operatività durante la ricostruzione storica della conquista di Masada. 

I romani rispettarono il gesto degli assediati, tributando loro onori, tanto che i rinvenimenti archeologici lasciano supporre che i cadaveri furono seppelliti. Con la fine della rivolta venne istituito il fiscus iudaicus e il tributo fu trasferito al tempio di Giove, mentre fu vietata la ripresa del culto nel tempio.

Sergio IACOMONI

Presidente

Gruppo Storico Romano