TRUCCHI

092a TRUCCHI

092e TRUCCHI Terra rossa di Selina 092d TRUCCHI Malachite 092c TRUCCHI Biacca 092b TRUCCHI Azzurrite

La domina si dedicava alla propria toilette quotidiana seduta su uno sgabello circondata dalle schiave addette alla cura della sua persona, le ornatrices. Come fondo tinta o cerone usavano la biacca o cerussa (carbonato basico di piombo fortemente tossico), opportunamente mescolata con miele e sostanze grasse, per conferire al volto un candore giovanile. Per ottenere un colorito roseo aggiungevano dei coloranti come la terra rossa di Selina, proveniente da Selinunte (Sicilia), la feccia del vino, il fucus (estratto di alga) oppure l’ ocra rossa. Con stibium (antimonio polverizzato) o fumidus (nero fumo) venivano marcati i sopraccigli e si sottolineava il contorno delle ciglia. Le palpebre venivano invece colorate con l’ ombretto, preferibilmente verde o azzurro, derivato dalla triturazione di minerali come la malachite e l’ azzurrite. Il trucco era completato da un neo sulla guancia e dal  fard, uno strato di polvere rossa: terra di Selina o altri coloranti.

L’ azzurrite è un minerale raro e famoso (carbonato basico di rame) per la particolare colorazione blu o azzurra. Era tra i pigmenti azzurri più usati come ombretto dalle donne dell’ antica Roma, noto anche come malachite blu o chessylite.

La malachite è un minerale di carbonato basico di rame di colore verde smeraldo. Era usato dalle donne romane come pietra dura ornamentale e amuleto (si diceva che proteggesse dagli infortuni). Triturato e ridotto in polvere era, insieme all’ azzurrite, uno degli ombretti più in voga.

 PROFUMI

093 PROFUMI

Tra i prodotti di bellezza delle matrone vi era il profumo, tanto deprecato da storici e scrittori dell’ epoca tra i quali Plinio. Non essendo ancora conosciuto il processo di distillazione, introdotto dagli Arabi solo nel XII sec. d.C., le essenze erano ottenute per spremitura e macerazione.

Le sostanze aromatiche venivano spremute con il tornio e gli oli essenziali così ottenuti venivano fatti macerare nell’ onfacio (una base oleosa costituita dalla spremitura di olive verdi) o nell’ agresto (ottenuto dalla spremitura di uva acerba) e poi filtrati.

 

RHODINUM – Profumo alle rose originario dell’ isola di Rodi. I suoi componenti erano: fiore di rosa, onfacio, zafferano, cinabro, calamo, miele, giunco, fior di sale o ancusa, vino e cinnabari, una specie di minio che si trovava in natura.

 

VIOLA – Viole e acque profumate (per lo più con petali di rosa) erano spesso utilizzate per profumare le sale dei banchetti e i commensali. Si dice che nella Domus Aurea il soffitto dei saloni fosse composto da tasselli di avorio mobili e perforati, in modo da poter spargere fiori e profumi sui convitati (SVETONIO: Neronis Vita).

 

IASMINUM – Il suo componente principale era il gelsomino, importato dall’ Oriente.

MELINUM – Era ottenuto dalle mele cotogne (PLINIO)