Benvenuti nel settore dell’Antropologia sociale

Antropologia-Gruppo-Storico-Romano

Il settore di Antropologia Sociale, il più numeroso del Gruppo Storico Romano, ha come scopo lo studio e la ricostruzione di spaccati della vita quotidiana dell’antica Roma, comprensivi di tutte le classi sociali, dalla famiglia imperiale ai patrizi, dalla plebe agli schiavi.

Le donne, in qualità di imperatrice, matrone, patrizie, popolane e schiave, rivestono un ruolo di notevole importanza in questo settore.

Si ritrovano mediamente una volta a settimana, per comunicarsi idee e scambiarsi opinioni sugli studi e le ricerche svolte da ciascuna allo scopo di ampliare le conoscenze storiche di usi e costumi inerenti il periodo della dinastia Giulio-Claudia (I sec. d.C.).

Questi incontri, caratterizzati generalmente da grande vivacità e da un clima di collaborazione e di amicizia, stimolano le conoscenze e le abilità delle socie in diversi campi ed, in particolare, in quelli sotto riportati:

  • Abbigliamento. Anche molte donne che non si erano mai interessate di stoffe e di cucito hanno imparato a distinguere tessuti e tinture naturali, a conoscere e a riprodurre, per quanto possibile, le tecniche di tintura e di fissaggio dei colori, ottenuti da tutto ciò che la natura offriva allora. Grazie alla reciproca collaborazione, nel tempo, tutte le donne sono diventate così abili da realizzare da sole i propri costumi.
  • Calzature. Anche queste, oggetto di accurate ricerche, vengono riprodotte con materiali naturali, ispirandosi soprattutto a dipinti e sculture dell’epoca.
  • Cosmesi. Questo è un campo in cui le donne hanno molto affinato la conoscenza e riprodotto con eccellenti risultati fragranze, profumi e cosmetici, con oli, minerali e piante, affidandosi allo studio di scrittori, quali Plinio il Vecchio (Naturalis Historia) e Ovidio (Medicamina faciei feminae).
  • Gioielli. Da abili artigiani dell’Associazione, sono stati riprodotti anelli, fibbie, diademi, bracciali, collane, cavigliere in ottone dorato e argento, con l’ utilizzo di pietre dure.
  • Acconciature. Con un lavoro minuzioso le donne sono riuscite a rielaborare posticci di acconciature, come facevano all’epoca le pazienti ornatrices.
  • Cucina. Le donne si dedicano anche a ricerche su cibi e bevande, che si cerca di riprodurre con ingredienti e lavorazioni specifiche dell’epoca, con particolare riguardo a pani e dolci. Il pane è stato oggetto di studio per la lavorazione, la lievitazione, gli ingredienti, come le farine ottenute con le varie fasi di macinatura, dalle più integrali a quelle più raffinate e i cereali in uso nel periodo. In varie manifestazioni sono stati realizzati diversi tipi di pane come il panis siligineus o candidus, il panis plebeius, rusticus, cibarius e anche molti dolci, quali i globulos, l’encytum, la tyropatynam, il libum e il savillum.

Le ricerche hanno consentito al settore di ricostruire e rappresentare alcuni riti:

  • Sponsalia (fidanzamento).
  • Confarreatio (matrimonio).
  • Dies lustricus (battesimo).
  • Funus (funerale).

Il settore ha ricostruito anche tre figure mitologiche: le Parche.

Queste erano le dee del destino, che presiedevano alla nascita, alla vita e alla morte di ogni uomo.

La prima, Cloto, filava lo stame della vita. La seconda, Lachesi, dispensava i destini, assegnandone uno ad ogni individuo. La terza, Atropo, recideva inesorabilmente il filo della vita al momento stabilito. Queste figure compaiono, in genere, dopo combattimenti tra gladiatori e al termine di ricostruzioni di battaglie della legione romana.