PIASTRA DA VELITE

034 PIASTRA DA VELITE

Lastra metallica portata dai veliti per la difesa del petto.

I veliti, reclutati tra le classi più povere, costituivano la fanteria leggera dell’ esercito romano prima della riforma di Caio Mario (II sec. a.C.). Erano armati alla leggera con lancia o pilo, spada ed un piccolo scudo. Non avevano una collocazione precisa e fissa nello schieramento. Durante i combattimenti si spostavano velocemente da un punto ad un altro, tra i manipoli, ove si rendesse necessario il loro intervento, con  il compito di disturbare ed attaccare per primi il nemico con rapidi assalti, per poi ritirarsi sulle due ali.

 EQUIPAGGIAMENTO DEGLI ARCIERI

035a EQUIPAGGIAMENTO degli ARCIERI035b EQUIPAGGIAMENTO degli ARCIERI

L’ arco, in uso già da tempo presso i Persiani, gli Assiri, gli Egiziani ed i Greci, risulta introdotto nell’ esercito romano solamente durante la II guerra punica (III sec. a.C.). Fu Gerone II di Siracusa, allora alleato dei Romani contro Annibale a mandare in loro aiuto una schiera di arcieri, che appunto entrarono in azione per la prima volta nella battaglia di Canne (216 a.C.).

Gli arcieri, sia a piedi che a cavallo, venivano reclutati soprattutto tra quei popoli conquistati (Siriani, Celti, Traci, Pontici), dove l’ uso degli archi era di più antica data ed entravano a far parte dei corpi ausiliari della legione.

Il console Mario dette agli arcieri il giusto riconoscimento dei loro meriti, trasformandoli in un corpo scelto in grado di dare un valido contributo nelle battaglie. I sagittarii erano utilizzati per colpire a distanza i fanti nemici, ma anche la cavalleria. Talvolta impiegavano frecce incendiarie che mettevano in fuga eventuali animali, come elefanti o cavalli, usati in battaglia. Gli arcieri, oltre all’ arco e la faretra, erano armati con un pugio (pugione); indossavano una lorica leggera ed un elmo. Solitamente erano raggruppati in coorti da 500 uomini. Gli archi potevano essere di legno o di osso o anche di metallo, con corde fatte di crini di cavallo o strisce di cuoio intrecciati.

 FROMBOLA

036 FROMBOLA

Arma usata per il lancio di proiettili di pietra o di metallo. Si componeva di due cinghie di cuoio o di corda, congiunte al centro da un pezzo di cuoio o di stoffa, entro il quale si poneva il proiettile. Il lanciatore, tenendo stretti in pugno i due capi delle cinghie, le faceva roteare; poi, lasciando uno dei capi, faceva partire il proiettile, che raggiungeva distanze notevoli (fino a 150 m.). I frombolieri (funditores) erano truppe ausiliarie, provenienti per lo più dalle Baleari. Erano impiegati nella fase iniziale della battaglia per aprire un varco fra le file nemiche, entro cui lanciare poi la fanteria come massa d’ urto.

BALESTRA A MANO

037 BALESTRA A MANO

Antica arma, consistente in un arco fissato ad un fusto di legno, detto teniere, e munita di una corda che si tendeva per scoccare il proiettile (dardo, freccia, sasso, palla di fuoco ecc.). Questo era lanciato non a grande distanza, ma con ammirevole precisione e con enorme forza di penetrazione.